Investire in Brasile

Ci sono molte opportunità per investire in Brasile. Devi scegliere l’ora e la consulenza giuste per aiutarti! Di seguito cercheremo di elencare alcuni punti utili per te analizzare caso stia pensando in fare affari in questo promissore paese. Ormai, secondo il Consolato Italiano, sono già 972 imprese italiane che operando in Brasile!

Fare Business in Brasile

Modalità di Investimenti

Se stai pensando di investire in Brasile o altri paesi, sappi che per investire in generale ci sono cinque modalità principali, conforme descritto di seguito.

Aprire una succursale/filiale della società italiana o aprire una nuova società nel paese

Gli anglosassoni lo chiamano strategia “Go It Alone” (vedi Tony Morden, Principles of Strategic Management, 2016). Questo è il modo più semplice per lo sviluppo di un’azienda. Non è altro che frutto della sua crescita organica. Ricordandosi che ci sono importanti presupposti per avere successo in questa strategia. Prima è (i) avere una domanda crescente e con solide basi; e (b) avere un miglioramento della posizione competitiva.

Ovviamente che se non hai una bella domanda e un buon market share o un buon livello di competitività non dovrai rischiare in avventure spericolate!

Cercare delle opportunità di acquisizione nel paese

L’acquisizione porta alcuni vantaggi riguardo al go it alone. Con essa, puoi migliorare tua posizione competitiva e guadagnare quote di mercato in aree geografiche. Magari dove la penetrazione è difficile, per esempio, dovuto alle barriere all’entrata che ostacolano la concorrenza.

Un alto vantaggio è proprio relazionato a quanto appena detto. Se ti trovi davanti a un mercato in cui la concorrenza è ostacolata e fai un’acquisizione, entrerai in questo mercato e non dovrai affrontare tanta concorrenza!

Cercare delle opportunità di fusione nel paese

La fusione è talvolta preferibile all’acquisizione. In questo caso, la società non acquista i beni e l’avviamento di un’altra, come nell’acquisizione. Ma due o più società tramite accordo formano una nuova entità giuridica (vedi il contro esempio di Airbnb in Cina). È generalmente di un’opzione più economica. Particolarmente indicata quando i prodotti, i mercati e le tecnologie sono complementari. Così ha la possibilità di realizzare sinergie ed economie di scala.

Optare per cessione (disinvestimento) e posteriore reinvestimento

Il disinvestimento si verifica normalmente quando si ha l’obsolescenza di una linea di prodotti oppure difficoltà in gestire di forma efficiente una parte del portafoglio dell’impresa.
Altra situazione è quella di fronteggiare un buon “costo dell’opportunità”. Ciò succede quando si può “abbandonare” certa area di business quando si trovano alternative migliori, per esempio, buone opportunità di investimento estero.

Cercare un’impresa partner per formare alleanze o joint venture

Parliamo di alleanze “E” joint venture perché spesso vengono utilizzati in modo fuorviante. Esistono le “alleanze parziali” e “alleanze totali”.

Nelle prime, di solito le strategie delle aziende partner rimangono indipendenti. Quello che cercano è l’ottimizzazione operativa. Sono rapporti di convenienza per (i) riduzione o condivisione di costi utilizzando strutture congiuntamente o (ii) formare un consorzio e condividere capacità e know-how.

Ancora, in alcuni casi imprese rivali hanno fatto delle alleanze per migliorare la loro competitività (vedi il concetto di “co-opetition” illustrato da Chen e Hao in Co-opetition alliance models of parallel flights for determining optimal overbooking policies. Mathematical and Computer Modelling“).

A differenza delle prime, nelle totali i partner cercano la migliora nella competitività che, altrimenti, non sarebbe possibile. Tale opzione strategica di solito si materializza con la formazione di una nuova impresa con obiettivi di lungo termine. Infine, questa sarebbe l’azione che si avvicina di più a una vera joint venture.

In ogni modo, per investire in un paese estero, è sempre utile avere un road map.

esempio di pianificazione e i suoi passi

Perché investire in Brasile

Secondo il Ministero dell’Economia brasiliano, l’Italia è diventato il principale investitore tra i paesi che firmarono un memorandum per facilitare gli investimenti (Stati Uniti, Cina, Giappone, Francia). I brasiliani, poi, sono ormai abituati e riconoscenti della qualità italiana. Ne sono esempi imprese italiane di distacco in settori strategici come l’energetico, di telecomunicazioni e quello automobilistico. Secondo dati del report Doing Business in Brazil, circa il 90% delle imprese italiane si concentra nelle regioni sud e sud-est e l’Italia è diventata il secondo partner commerciale europeo, dopo la Germania.

Questo mercato di oltre 208 milioni di potenziali clienti – delle dimensioni continentali, ormai ha raggiunto il nono posto dell’economia mondiale (Banca Mondiale) – offre innumerevoli opportunità ancora inesplorate. Inoltre, l’Italia è vista come partner ideale per via dei solidi legami storici e culturali e delle competenze delle sue imprese.

Inoltre, il Paese figura al 22º posto nel ranking dei paesi più sicuri per investire (FDI Global Index). Peraltro, il Brasile è stato il 4º paese che più ha ricevuto investimenti esteri nel 2019. Dunque non mancano ragioni per iniziare subito a investire in Brasile.

FDI Global Index

In ambito finanziario, gode di un sistema solido e sviluppato, un mercato dei capitali in netta espansione e forte sviluppo del FinTech. In materia contabile, ha molti accordi fiscali internazionali e osserva i principi contabili internazionali (IAS/IFRS). Cercando maggiore integrazione al mercato internazionale, avviò il processo di adesione all’OCSE nel 2017.

Riguardo suo debito, secondo la Banca Centrale brasiliana, la posizione esterna del paese è sicura. Secondo i dati del 2018 presenti nel report Doing Business in Brasile (ambasciata italiana), il livello delle riserve internazionali è molto alto, garantendo interamente il debito estero. Ancora, i dati “pre-Covid” dicono che il debito rappresentava il 75,8% del PIL, molto abbasso del livello europeo (95,3%).

Opportunità di Business in Brasile

Il Brasile attualmente gode di certa stabilità politica, economica e legale. Inoltre, ha una Carta Magna, del 1988, la quale ricorda gli ideali di quell’italiana. Non ci sono limitazioni particolari per gli investimenti stranieri, come visto prima, eccezione fatta per alcuni settori protetti come quello finanziario.

In particolare, è da sottolineare la zona di libero scambio di Manaus (MFTZ) fu regolamentata dal decreto legge n. 288/1967. Fu concepita come un’area di libero commercio di importazione ed esportazione con speciali incentivi fiscali. Fu istituita con l’obiettivo di creare un centro industriale, commerciale e agricolo nell’entroterra della regione amazzonica. L’intenzione era dotarla di condizioni economiche che permettessero sua occupazione e suo sviluppo.

Manaus

Il sistema Italia in Brasile

La Camera Italo-Brasiliana di Commercio – una partner di B2B Smart – rende disponibile online un bollettino di opportunità di business in Brasile che può essere trovato qui.

L’Italia mete a disposizione delle imprese italiane una grande rete di sopporto. L’Ufficio Commerciale dell’Ambasciata d’Italia a Brasilia coordina le attività di promozione economica in Brasile fomentando la crescita dell’interscambio commerciale, dei flussi di investimenti e della cooperazione tecnologica tra i paesi. Il sistema Italia in Brasile conta ancora con:

  • Ambasciata d’Italia (Brasilia)
  • 4 Consolati Generali (San Paolo, Rio de Janeiro, Curitiba, Porto Alegre)
  • 2 Consolati d’Italia (Belo Horizonte, Recife)
  • Agenzia ICE (promozione e internazionalizzazione delle imprese italiane)
  • SACE (sostiene le imprese italiane nel processo di crescita sui mercati esteri)
  • ENIT (Ente Nazionale italiano per il turismo, attuale Agencia Nazionale del Turismo)
  • Câmara Ítalo-Brasileira de Comércio, Indústria e Agricultura (italcam.com.br)
  • Addetti scientifico, militare e finanziario
  • 2 Istituti Italiani di Cultura – IIC (RJ, SP)

Le eccellenze italiane rappresentano una grande risorsa per il Brasile visto che presenta un grande fabbisogno tecnologico. Dunque le imprese italiane possono aiutare con il trasferimento di tecnologie e di formazione del capitale umano.

Infine, da ricordare che il Brasile apre le porte a tutta l’America Latina, rappresentando un punto di riferimento per lo sviluppo dei business in questa area con grandi aspettative e potenzialità di crescita.

Come concludono l’ambasciata italiana, KPMG e GM Venture:

L’ultimo anno ha mostrato come l’Italia si è distaccata scavalcando colossi come Cina e Stati Uniti in termini di investimenti realizzati. Altresì è importante fare notare come parecchie aziende hanno deciso di investire proprio in un momento (anni 2015-2016) in cui il Brasile ha attraversato la crisi più profonda degli ultimi 50 anni. Questo mostra una tipologia di investitore che vede nel Brasile un’ottica di medio lungo termine e non di breve periodo. Un investitore capace di comprendere l’opportunità che questo Paese è in grado di proporzionare e sapere attendere per raccoglierla.

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